Un mojito al Vomero e il profumo del tempo

Tra ricordi, progetti e nuove passioni, il racconto di una serenità conquistata: quella di chi ha imparato ad amare la vita in tutte le sue stagioni. Tempi diversi stessa meraviglia Mi ritrovo seduto a un tavolo, all'ombra di un foltissimo albero, in una strada affollatissima del Vomero. Davanti a me un mojito che lentamente si …

Tra ricordi, progetti e nuove passioni, il racconto di una serenità conquistata: quella di chi ha imparato ad amare la vita in tutte le sue stagioni.

Tempi diversi stessa meraviglia

Mi ritrovo seduto a un tavolo, all’ombra di un foltissimo albero, in una strada affollatissima del Vomero.

Davanti a me un mojito che lentamente si consuma nel bicchiere. Tra le dita il sigaro sprigiona volute di fumo che sembrano rincorrersi nell’aria tiepida di questo pomeriggio. Mi concedo il lusso, sempre più raro, di non avere fretta.

Osservo il passeggio. È uno spettacolo che non annoia mai.

Ragazze già vestite d’estate, con colori accesi e sorrisi spensierati, attraversano la strada come se volessero anticipare la bella stagione. Poco più in là, persone della mia età o più mature sembrano ancora diffidare del sole e restano avvolte nelle giacche leggere della primavera. Ognuno vive un tempo diverso, non solo meteorologico ma interiore.

Mi piace osservare senza giudicare. Mi sento parte di quel movimento continuo e allo stesso tempo spettatore privilegiato.Forse è l’età, forse è semplicemente la serenità conquistata negli anni. O forse entrambe le cose.

Mentre sorseggio il mio drink, la mente comincia a viaggiare.

Penso alle cose che vorrei fare nei prossimi mesi. Al disegno e alla pittura, passioni che ho lasciato in un angolo durante l’inverno e che adesso reclamano attenzione. Immagino tele ancora bianche, matite da consumare, colori da mescolare. Mi sorprende constatare come, nonostante gli anni, esistano ancora progetti capaci di accendere entusiasmo.

Poi penso al blog nato quasi per gioco insieme agli amici del laboratorio di giornalismo. Mi piace l’idea di lasciare tracce scritte, piccoli frammenti di vita, pensieri che forse qualcuno leggerà e nei quali magari si riconoscerà.

Il pensiero corre inevitabilmente al teatro.

Da poco è andato in scena il lavoro ispirato ai Promessi Sposi, nato dalla fantasia e dalla passione di Silvana Buttafarri. Ripenso alle prove, alle risate, alle inevitabili difficoltà superate insieme. Ripenso a quel senso di appartenenza che si crea quando un gruppo di persone decide di costruire qualcosa non per dovere ma per amore. In fondo il successo più grande non è stato l’applauso finale.

È stata l’amicizia.

È stata la complicità.

È stato vedere persone diverse mettere a disposizione il proprio talento per un obiettivo comune.

E già la mente si spinge oltre, verso il prossimo progetto, la prossima scenografia, la prossima storia da raccontare.

Un altro sorso di mojito.

Un’altra boccata di fumo.

E all’improvviso il pensiero vola lontano, verso il Nord. La Norvegia mi aspetta.

Mi viene da sorridere pensando ai miei adorati Vichinghi. Rivedere quei luoghi significa ritrovare emozioni che ormai fanno parte della mia storia personale. Immagino già le passeggiate, i paesaggi immensi, l’aria diversa, il silenzio che sa parlare più di tante parole.

E immagino soprattutto la gioia di condividere quei momenti con Claudio jr., magari davanti a una televisione accesa a tifare la nazionale norvegese durante i mondiali di calcio. Sono immagini semplici, ma oggi so che la felicità è fatta soprattutto di queste. Ad un certo punto mi accorgo che qualcosa è cambiato. Anzi, che molto è cambiato.

C’è stato un tempo in cui la programmazione dell’estate significava mare, villaggi turistici, ombrelloni da prenotare e spiagge da scegliere. Oggi quei pensieri non occupano più il centro dei miei desideri.

Per un attimo questa consapevolezza mi sorprende. Poi mi rassicura.

Perché non sento alcuna nostalgia. Non c’è rimpianto. Ci sono semplicemente stagioni diverse.

La vita non sottrae soltanto: sostituisce, trasforma, arricchisce.

Ad alcuni sogni ne succedono altri. Ad alcune emozioni si affiancano emozioni nuove.

Cambiano gli orizzonti ma non la capacità di meravigliarsi.

Resto seduto sotto quell’albero ancora per qualche minuto.

Osservo le persone passare. Alcune sembrano correre verso qualcosa, altre fuggire da qualcosa. Io, per una volta, non sento il bisogno di inseguire né di scappare.

Sto bene dove sono.

Forse la vera conquista degli anni è proprio questa: imparare a riconoscere la felicità quando si presenta, anche nelle forme più semplici.

In un pomeriggio qualunque. In una strada del Vomero. In un sigaro. In un mojito. In un progetto che deve ancora nascere. In un viaggio che deve ancora cominciare.

La vita continua a cambiare volto, ma resta meravigliosamente fedele a se stessa.

E mentre il sole lentamente comincia a scendere dietro i palazzi, una gioia silenziosa mi attraversa.

La stessa conclusione torna a bussare alla porta del cuore. La vita è bellissima. Non soltanto in primavera. Non soltanto da giovani. Ma in tutte le sue stagioni.

Claudio Salvo Rossi

Claudio Salvo Rossi

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