Napoli fuori onda. Perché? Come?

Un corso di alfabetizzazione al giornalismo che termina con a creazione di un blog di approfondimento su tematiche legate alla cronaca, politica, all’ambiente, all’arte, alla storia ed ala cultura.
 
Durante nove mesi i corsisti sono diventati amici, poi redazione, mossi dall’amore latente ma poi esploso per la scrittura giornalistica.
 
Napoli fuori onda intende informare su tematiche generali e particolari, sui grandi mali che affliggono il mondo ed il suo futuro prossimo, alle quotidiane vicende dell’uomo comune napoletano.
 
Il gruppo dei redattori ha un’età media definita generalmente della terza età eppure ha scelto e non a caso il più giovane dei modi di diffondere le emozioni, per creare occasioni di discussione ed incontro filtrate dalla capacità giornalistica acquisita; l’universo internet e dei social.
 

Simbolicamente è come affermare che le sensazioni ed i ricordi sono trasversali ed appartengono a tutte le età.

Rosalba Maddalena

Napoletana, laureata in Pedagogia al Suor Orsola Benincasa. Ha insegnato per quaranta anni materie letterarie nella scuola secondaria. Ha amato il suo lavoro che ha svolto con amore e passione  interagendo la’ dove emergevano difficoltà  dovute a problematiche   adolescenziali o familiari, dei miei allievi . È nemica della staticità per cui alterna il suo vivere quotidiano tra Napoli  , Procida e viaggi in camper.
Ama viaggiare,   leggere romanzi storici e scrivere brevi racconti.
Con la sua famiglia dedica un pò del suo tempo a un’ associazione che offre rifugio a donne vittime di maltrattamenti e abusi e a minori.
 

Laura Dorigo

Nata a Firenze , ma ormai napoletana di adozione. Un Liceo scientifico e  una laurea in Filosofia l’hanno poi condotta ad un improbabile impiego in Banca, dove per 40 anni ha ricoperto, con soddisfazione ed entusiasmo, diversi ruoli (organizzazione, formazione, marketing, direzione di filiale e settore private).

Collabora da anni con la Comunità di S.Egidio; appassionata da sempre alla lettura, al cinema, al teatro e ai viaggi, ha sviluppato, negli ultimi anni, il desiderio di dipingere, frequentando un atelier di pittura. L’atelier ha un nome significativo: “Ritrovare il tempo”, un motto che ha fatto suo da quando è andata in pensione. E infatti in questa fase della vita, dove i tempi si dilatano e dove è importante riappropriarsi dei propri interessi, partecipando ad un laboratorio di scrittura, ha iniziato anche a scrivere racconti pubblicati in diverse antologie.

Sposata, due figli, ha completato gli affetti familiari con 4 meravigliosi nipotini.

Ciro Vecchiarini

Napoletano,  68 anni. Diplomatosi in elettronica  nel 1978, ha lavorato per oltre 43 anni nel campo dell’elettronica e dell’informatica, applicate ai sistemi di sicurezza, in una importante azienda, nella quale ricopriva l’incarico di direttore tecnico. Appassionato di calcio,  musica e lettura , dopo essere andato in pensione ha iniziato a scrivere articoli sportivi sulla sua squadra del cuore, il Napoli calcio, per il blog “I porcospini”. Nel 2025 ha intensificato  la sua passione per la scrittura, che ha perfezionato iscrivendosi al corso di scrittura creativa dell’UNITRE di Napoli. Successivamente ha scritto i suoi primi racconti.

Daniela Seccia

Spirito libero, cane sciolto, refrattaria a qualsiasi omologazione, nemica giurata dell’ipocrisia, critica nei confronti di qualsiasi “pensiero comune”. Formazione umanistica, laurea in Giurisprudenza quando nella Federico II, che ancora non si chiamava così, c’erano Pecoraro Albani, Abbamonte, Guarino, Labruna, Palma e altri docenti di levatura ora inimmaginabile. Degli studi mi è rimasto un anelito alla giustizia, perennemente insoddisfatto. Rispetto le regole a meno che non siano manifestamente aberranti. Amante degli animali e propensa ad applicare personalmente la legge del taglione nei confronti di chi fa loro del male. Dice Daniela : “Mi piace avere contatti con persone intelligenti, aspirazione sempre più difficile da realizzare: per questo motivo sono immeritatamente inserita in questo blog, estremamente stimolante! Ma l’unica cosa di cui non riesco a fare a meno è la libertà: a questo ho improntato la mia vita e l’educazione dei miei figli e soffro sempre quando la vedo compressa, per QUALSIASI motivo”.  

Claudio Salvo Rossi

76 anni, ha trascorso la sua vita professionale come sales manager per Digital, storica multinazionale dell’informatica, vedendo nascere i primi computer grandi come stanze fino all’avvento di PC e smartphone. La sua innata curiosità lo ha sempre spinto verso nuove conoscenze, senza mai spegnersi. È sposato, padre di tre figli e nonno di cinque nipoti: la sua famiglia è la cosa più bella della sua vita. Ama l’arte in ogni sua forma e la dipinge con le proprie mani, cercando sulla tela ciò che le parole a volte non riescono a dire. Ma se c’è una cosa che lo definisce, è il bisogno di condividere: idee, sentimenti, sguardi sul mondo. Per Claudio la comunicazione è la forma più autentica dell’essere umano.