Maschi veri cercansi: la solitudine intellettuale dell’uomo boomer di fronte alla rivoluzione femminista

Dalla rivoluzione culturale della rivista Duepiù fino alle serie Netflix, una riflessione ironica e acuta sullo smarrimento del maschio boomer: rimasto senza un manuale d'istruzioni in un mondo in cui le donne hanno ridefinito i ruoli, l'ex maschio alfa si trova oggi a dover decostruire la propria identità per imparare i codici dell'empatia e della …

Dalla rivoluzione culturale della rivista Duepiù fino alle serie Netflix, una riflessione ironica e acuta sullo smarrimento del maschio boomer: rimasto senza un manuale d’istruzioni in un mondo in cui le donne hanno ridefinito i ruoli, l’ex maschio alfa si trova oggi a dover decostruire la propria identità per imparare i codici dell’empatia e della condivisione.

C’era una volta Duepiù.

Per chi non l’avesse vissuto, o per chi lo confondesse con l’ennesimo format televisivo sul rifacimento del salotto buono, Duepiù fu molto di più di un semplice settimanale. Nato nel 1968 per iniziativa di Mondadori, arrivò nelle edicole italiane come un piccolo ordigno culturale in un Paese ancora saldamente ancorato al principio secondo cui “certe cose non si dicono”, soprattutto se riguardavano il sesso, la coppia, l’autonomia femminile e la libertà di pensiero.

Con il suo linguaggio diretto, i suoi approfondimenti e quel celebre inserto chiuso – custodito con il medesimo imbarazzo con cui si nascondeva una lettera compromettente – Duepiù aprì una finestra su un’Italia che cambiava. E soprattutto parlò alle donne.

Alle donne che volevano capire.

Alle donne che volevano scegliere.

Alle donne che volevano smettere di chiedere permesso.

Fu, a suo modo, una palestra di emancipazione.

E gli uomini? Gli uomini, nel frattempo, erano altrove.

Probabilmente seduti in poltrona, a leggere il giornale sportivo, ignari che, stanza accanto, si stesse consumando una rivoluzione antropologica destinata a coglierli impreparati.

Mentre la donna elaborava la propria liberazione, costruiva nuovi linguaggi, ridefiniva ruoli e conquistava centralità sociale e culturale, il maschio italiano medio continuava a essere educato secondo un copione antichissimo: forte ma non fragile, deciso ma non dubbioso, guida naturale per diritto cromosomico. Nessuno, in sostanza, pensò mai di offrirgli un manuale di istruzioni per il nuovo mondo.

Nessun Duepiù per lui. Nessuna rubrica intitolata: “Caro maschio, se tua moglie non ha più bisogno che tu apra il barattolo, chi sei davvero?”

L’idea di riflettere su questa singolare latitanza pedagogica mi è tornata guardando la serie Maschi Veri, fiction che affronta con intelligente leggerezza il grande smarrimento contemporaneo del maschio alle prese con la revisione del proprio software identitario.

Una serie ironica, sì, ma capace di toccare nervi scoperti: i pregiudizi di genere, l’identità maschile, la difficoltà di ridefinirsi senza sentirsi espropriati di un ruolo che per secoli sembrava scolpito nella pietra. Il titolo è una provocazione raffinata: chi sono davvero i “maschi veri”?

Quelli che ostentano sicurezza?

Quelli che si rifugiano nella caricatura dell’uomo d’altri tempi?

O quelli che accettano il disagio di una trasformazione?

Il punto, forse, è che il maschio boomer si è trovato catapultato dentro una centrifuga culturale senza tutorial. Da una parte la giustissima centralità conquistata dalla donna – frutto di battaglie storiche che nessuna nostalgia può mettere in discussione.

Dall’altra lui: cresciuto con il peso di una tradizione ultracentenaria da maschio alfa, improvvisamente invitato a essere empatico, dialogante, vulnerabile, decostruito… possibilmente entro il fine settimana Eccolo allora, questo personaggio quasi letterario.

Lo immaginiamo seduto sul bordo del letto, lo sguardo perso nel vuoto, mentre si interroga su dilemmi che nessuno gli ha insegnato a formulare:

“Se oggi non devo più essere il dominus, cosa sono?”

“Se la forza non è nel comando ma nell’ascolto, da dove si comincia?”

“E soprattutto: perché nessuno me lo ha spiegato con un inserto illustrato?”

È la solitudine intellettuale del maschio contemporaneo. Non una tragedia, intendiamoci. Non una rivendicazione nostalgica. Piuttosto una condizione buffa, tenera, talvolta grottesca, che meriterebbe uno sguardo meno accusatorio e più pedagogico. Perché l’evoluzione, per essere davvero tale, non può limitarsi a spostare il centro della scena. Deve insegnare anche a chi stava al centro come si vive decentemente ai margini del vecchio copione. Forse, in fondo, servirebbe davvero un nuovo Duepiù. Una rivista per uomini smarriti ma volenterosi. Con rubriche rassicuranti come:

“Come sopravvivere a una donna che sa montare una libreria Ikea meglio di te”

“L’alfabeto delle emozioni spiegato senza metafore calcistiche”

“Manuale pratico di decostruzione del maschio alfa, con esercizi illustrati”

Sarebbe un successo editoriale.

Perché emanciparsi, in fondo, non è una gara tra sessi. È un percorso collettivo.

E forse il vero “maschio vero” non è quello che resiste al cambiamento.

È quello che, pur spaesato, ha finalmente il coraggio di chiedere indicazioni.

Del resto, se è vero che oggi la donna sa con chiarezza dove sta andando, il minimo che possa fare è lanciare ogni tanto un’occhiata dietro di sé e aspettare quel marito, compagno o ex dominus domestico rimasto indietro, ancora fermo al bivio, con in mano il libretto delle istruzioni del patriarcato… rigorosamente in una lingua che non parla più nessuno.

E a questo punto mi rivolgo a voi, care lettrici – ormai navigatrici esperte di questo nuovo atlante relazionale – e anche a voi, cari lettori che, come il sottoscritto, state ancora cercando di capire dove finisca il telecomando e dove cominci la consapevolezza emotiva.

Aiutateci.

Se esiste un manuale pratico per accompagnare il maschio boomer fuori dalla preistoria comportamentale, segnalatelo.

Se avete scoperto un tutorial efficace, possibilmente in italiano e senza troppi termini anglosassoni che già ci confondono abbastanza, condividetelo.

Se avete elaborato una guida rapida tipo “Maschio nuovo in 10 semplici lezioni”, abbiate pietà e fatecela avere.

Accettiamo tutto: saggi illuminanti, istruzioni per l’uso, mappe concettuali, webinar, persino vecchie dispense ciclostilate, purché siano in grado di rispondere alla domanda che tormenta un’intera generazione di ex maschi alfa:

come si diventa uomini contemporanei senza dover reinstallare completamente il sistema operativo?

La discussione è aperta.

Claudio Salvo Rossi

Claudio Salvo Rossi

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