{"id":35478,"date":"2026-06-20T17:50:06","date_gmt":"2026-06-20T15:50:06","guid":{"rendered":"https:\/\/napolifuorionda.it\/?p=35478"},"modified":"2026-06-20T17:50:12","modified_gmt":"2026-06-20T15:50:12","slug":"perdersi-in-un-bicchiere-dacqua","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/napolifuorionda.it\/?p=35478","title":{"rendered":"Perdersi in un bicchiere d&#8217;acqua"},"content":{"rendered":"\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Dal tavolino di un bar del Vomero, in attesa che termini una conferenza all&#8217;Humaniter, osservo il via vai della citt\u00e0. Davanti a me un caff\u00e8, un sigaro e un tema che da settimane anima il dibattito pubblico napoletano: il futuro di ABC, Acqua Bene Comune Napoli. Deve restare un&#8217;azienda speciale pubblica o trasformarsi in una societ\u00e0 per azioni interamente pubblica?<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Come spesso accade, il rischio \u00e8 che la discussione venga trascinata nel terreno della contrapposizione ideologica. Eppure, l&#8217;acqua \u00e8 troppo importante per essere ridotta a uno slogan. Per questo ho immaginato un dialogo tra due figure simboliche: un cittadino favorevole al mantenimento di ABC come azienda speciale pubblica e un imprenditore convinto della necessit\u00e0 della trasformazione in Spa.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">L&#8217;obiettivo non \u00e8 stabilire chi abbia ragione, ma offrire ai lettori elementi per formarsi un&#8217;opinione autonoma. Il dialogo:<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong><u>Il cittadino<\/u><\/strong><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">\u00abL&#8217;acqua non \u00e8 una merce. \u00c8 un diritto fondamentale. Napoli, dopo il referendum del 2011, \u00e8 diventata un simbolo nazionale della gestione pubblica del servizio idrico. ABC rappresenta proprio questo: un&#8217;azienda che non deve perseguire profitti ma garantire un servizio essenziale ai cittadini.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">La trasformazione in Spa, anche se interamente pubblica, introduce inevitabilmente una logica diversa. Una societ\u00e0 per azioni ha bilanci da far quadrare, investimenti da remunerare, obiettivi economici da raggiungere.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Oggi ci dicono che rester\u00e0 pubblica. Domani chi pu\u00f2 garantire che non si apra la strada a partecipazioni private? Il timore \u00e8 semplice: per sostenere investimenti e costi, le tariffe finiranno per aumentare. E quando aumenta il costo dell&#8217;acqua, a pagare sono soprattutto le famiglie pi\u00f9 fragili. L&#8217;esperienza di questi anni dimostra che il modello pubblico pu\u00f2 funzionare. Certo, servono miglioramenti e investimenti, ma perch\u00e9 cambiare natura giuridica a un&#8217;azienda nata proprio per sottrarre l&#8217;acqua alle logiche di mercato?\u00bb<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong><u>L&#8217;imprenditore<\/u><\/strong><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">\u00abCapisco le preoccupazioni, ma bisogna guardare la realt\u00e0. Nessuno sta proponendo di privatizzare l&#8217;acqua. La discussione riguarda il modello organizzativo pi\u00f9 efficace per gestire una rete complessa e sempre pi\u00f9 bisognosa di investimenti. Le infrastrutture idriche italiane sono vecchie. In media, nel nostro Paese si perde il 42,4% dell&#8217;acqua immessa nelle reti di distribuzione. \u00c8 quasi un litro su due. Un dato impressionante certificato dall&#8217;Istat. Per affrontare questo problema servono capacit\u00e0 progettuale, rapidit\u00e0 decisionale e accesso a finanziamenti consistenti. I fondi del PNRR rappresentano un&#8217;opportunit\u00e0 irripetibile. Chi non sar\u00e0 in grado di progettare e realizzare interventi in tempi rapidi rischia di perdere risorse fondamentali.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Una Spa pubblica pu\u00f2 mantenere il controllo nelle mani del Comune ma operare con strumenti manageriali pi\u00f9 flessibili, attrarre competenze specialistiche e accelerare gli investimenti. Il vero rischio non \u00e8 il profitto. Il vero rischio \u00e8 l&#8217;immobilismo. Se continuiamo a perdere acqua da tubature vecchie di decenni, i costi ricadranno comunque sui cittadini. Solo che li pagheremo sotto forma di inefficienze, sprechi e disservizi.\u00bb<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong><u>Il cittadino replica<\/u><\/strong><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">\u00abMa la storia insegna che quando entra la logica aziendale, il cittadino rischia di diventare cliente. E poi il problema non \u00e8 solo la forma giuridica. Esistono aziende pubbliche efficienti ed esistono Spa inefficienti. La vera domanda \u00e8 un&#8217;altra: quali garanzie avranno i cittadini sul mantenimento delle tariffe sociali? Chi assicurer\u00e0 che ogni euro investito serva a migliorare il servizio e non a produrre utili?\u00bb<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong><u>L&#8217;imprenditore conclude<\/u><\/strong><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">\u00abLe garanzie devono essere scritte nelle regole, non affidate alla forma giuridica. Una Spa interamente pubblica pu\u00f2 avere obiettivi sociali, vincoli tariffari e controlli rigorosi. La differenza la fanno la governance, la trasparenza e la capacit\u00e0 di investimento. Se Napoli vuole affrontare la sfida della transizione ecologica e della sicurezza idrica, deve dotarsi di strumenti adeguati. L&#8217;acqua resta un bene pubblico. La domanda \u00e8: qual \u00e8 il modo migliore per proteggerla?\u00bb<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>I numeri del problema: Italia a due velocit\u00e0<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Al di l\u00e0 delle posizioni, i dati raccontano una realt\u00e0 che merita attenzione.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Secondo l&#8217;Istat, nel 2022 le reti idriche italiane hanno disperso il 42,4% dell&#8217;acqua potabile immessa negli acquedotti. Una percentuale addirittura leggermente peggiore rispetto al 2020. L&#8217;acqua persa sarebbe sufficiente a soddisfare il fabbisogno annuo di oltre 43 milioni di persone.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>Le differenze territoriali sono per\u00f2 enormi.<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Alcuni esempi virtuosi:<\/p>\n\n\n\n<ul class=\"wp-block-list\">\n<li>Milano registra perdite inferiori al 15%, attorno al 13-14%.<\/li>\n\n\n\n<li>Como si attesta sotto il 10%.<\/li>\n\n\n\n<li>Pavia e Monza sono anch&#8217;esse tra le citt\u00e0 pi\u00f9 efficienti d&#8217;Italia.<\/li>\n\n\n\n<li>L&#8217;Emilia-Romagna \u00e8 la regione con la minore dispersione idrica: circa il 29,7%.<\/li>\n<\/ul>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>Le criticit\u00e0 del Mezzogiorno<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">In diverse realt\u00e0 del Sud le perdite superano il 50% :<\/p>\n\n\n\n<ul class=\"wp-block-list\">\n<li>Potenza raggiunge il 71%.<\/li>\n\n\n\n<li>Cosenza il 66,5%.<\/li>\n\n\n\n<li>Siracusa il 65,2%.<\/li>\n\n\n\n<li>Vibo Valentia il 65%.<\/li>\n<\/ul>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Questi numeri non significano che il Nord sia perfetto e il Sud inefficiente. Raccontano per\u00f2 una correlazione evidente: dove negli anni sono stati realizzati investimenti continui sulla rete, le dispersioni si sono ridotte sensibilmente.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>Il caso Napoli<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Napoli occupa una posizione particolare.ABC rappresenta una delle esperienze pi\u00f9 significative nate dopo il referendum sull&#8217;acqua pubblica. Serve direttamente circa un milione di cittadini e indirettamente molte altre comunit\u00e0 dell&#8217;area metropolitana.La sfida oggi \u00e8 duplice: Conservare il principio dell&#8217;acqua come bene comune.Accelerare gli investimenti necessari per ammodernare una rete che, come gran parte delle infrastrutture italiane, mostra i segni del tempo. \u00c8 qui che si concentra il vero nodo politico e amministrativo.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>Conclusione<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Forse il rischio maggiore \u00e8 proprio quello suggerito dal titolo di questo articolo: perdersi in un bicchiere d&#8217;acqua. Da una parte c&#8217;\u00e8 chi teme che la trasformazione in Spa rappresenti il primo passo verso una progressiva mercificazione del servizio.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Dall&#8217;altra c&#8217;\u00e8 chi ritiene che senza strumenti gestionali pi\u00f9 moderni Napoli rischi di perdere un&#8217;occasione storica per rinnovare le proprie infrastrutture.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Entrambe le posizioni contengono ragioni che meritano rispetto. La domanda che la citt\u00e0 dovrebbe porsi non \u00e8 se vincer\u00e0 il modello pubblico o quello societario. La domanda \u00e8 pi\u00f9 semplice e pi\u00f9 concreta:<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">tra dieci anni i napoletani avranno una rete idrica pi\u00f9 efficiente, meno dispersiva e capace di garantire acqua di qualit\u00e0 a costi sostenibili?<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Perch\u00e9, alla fine, il cittadino giudicher\u00e0 non la forma giuridica dell&#8217;azienda, ma ci\u00f2 che uscir\u00e0 dal rubinetto di casa sua. E quanto gli coster\u00e0.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Seguire questo dibattito significa occuparsi non soltanto del futuro di ABC, ma del futuro di un bene essenziale che entra ogni giorno nelle nostre case senza chiedere permesso e che spesso diamo per scontato.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>Un invito<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Per questo l&#8217;invito ai lettori \u00e8 semplice: partecipate. Ascoltate le diverse posizioni, approfondite i dati, diffidate delle tifoserie e delle verit\u00e0 preconfezionate. Non fermatevi agli slogan, siano essi favorevoli o contrari alla trasformazione di ABC. E soprattutto fate domande. Tante domande. Chi garantir\u00e0 gli investimenti necessari? Come saranno tutelate le fasce pi\u00f9 deboli? Quali controlli verranno adottati? Quali risultati concreti ci si attende nei prossimi anni? E come verranno misurati? Una comunit\u00e0 cresce quando i cittadini non delegano passivamente, ma esercitano il diritto \u2013 e talvolta il dovere \u2013 di comprendere, chiedere conto e pretendere risposte.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>L&#8217;acqua \u00e8 troppo importante per lasciarla scorrere via insieme alle nostre domande.<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Perch\u00e9 una democrazia sana non si alimenta soltanto di certezze, ma soprattutto di cittadini curiosi che continuano a chiedere: perch\u00e9? Come? E poi ancora: siete proprio sicuri?<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Dialogo immaginario tra un cittadino e un imprenditore sul futuro di ABC Napoli<\/p>\n","protected":false},"author":4,"featured_media":35479,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_acf_changed":false,"pmpro_default_level":"","footnotes":""},"categories":[26],"tags":[],"post_template":[],"top_category":[],"class_list":["post-35478","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-attualita","pmpro-has-access"],"acf":[],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/napolifuorionda.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/35478","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/napolifuorionda.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/napolifuorionda.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/napolifuorionda.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/4"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/napolifuorionda.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=35478"}],"version-history":[{"count":2,"href":"https:\/\/napolifuorionda.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/35478\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":35481,"href":"https:\/\/napolifuorionda.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/35478\/revisions\/35481"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/napolifuorionda.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/media\/35479"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/napolifuorionda.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=35478"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/napolifuorionda.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=35478"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/napolifuorionda.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=35478"},{"taxonomy":"post_template","embeddable":true,"href":"https:\/\/napolifuorionda.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fpost_template&post=35478"},{"taxonomy":"top_category","embeddable":true,"href":"https:\/\/napolifuorionda.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftop_category&post=35478"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}